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Uscita n. 5

SENTIMENTAL CHIC

L’elogio dell’amante
SANTINO FIORILLO
 SI NASCE AMANTE. NON LO SI DIVENTA….E’ UNA QUESTIONE DI DNA. FARE L’AMANTE NON È MAI STATA UNA MODA. E’ UN MODO D’ESSERE, DI VIVERE UN AMORE, ANZI PIÙ AMORI, DI CONDIVIDERE IN DUE LA STESSA PERSONA.

Ci sono delle donne che preferiscono fare l’amante piuttosto che sposarsi, crescere figli, dedicarsi a mettere insieme il pranzo con la cena, insomma ci sono donne che non amano fare le mogli, che scelgono di essere le seconde per tutta la vita.

Ovviamente ci sono amanti e amanti.
Quelle che sognano che il proprio uomo lasci la famiglia d’origine, sono le peggiori, delle povere illuse. Raramente l’uomo lascia la famiglia per un amante.

Nello spettacolo, Due partite, di Cristina Comencini, in scena a Roma al Teatro Valle, fino al 6 maggio, ad un certo punto una delle attrici recita:

“Mille volte ho pensato al letto in cui si addormentavano insieme, le vacanze con i bambini, il Natale, le domeniche pomeriggio. Le cene con gli amici, in cui la moglie chiacchiera con le mogli dei colleghi, di scuole di donne di servizio…. O ancora, per un uomo il sesso è meno importante del Natale. Per una donna invece è tutto….. Il sesso mi lega a lui in modo totale. Io posso farlo solo con lui e invece lui lo fa anche con la moglie e ora con altre… Ma il Natale può passarlo solo con la moglie, per questo non la lascia….”

Essere l’amante di un uomo è difficile ma anche divertente: ha i suoi lati positivi ma anche negativi… Non bisogna preoccuparsi, ad esempio, della sua biancheria intima o ancora delle sue camicie. Ci sono uomini che adorano i colli delle camicie ben inamidati, i boxer ben stirati, i maglioni ordinati per colore….Alcuni mariti ad esempio non sanno comprarsi neppure le mutande… Che questo lo facciano le “regine delle casa”, quelle che aspettano il marito con la tavola imbandita e la cena nel forno.
Le bravi amanti sono quelle che non sanno stirare, che non sanno cucire un bottone, che sanno solo amare, che non si perdono in chiacchiere con l’amica al supermercato nel discutere quale contorno si addice di più al roast-beef al latte… Purtroppo per tutte le amanti ci sono delle brutte notizie in arrivo: i veri amanti appartengono ad una razza che si sta rapidamente estinguendo. L’amante perfetto per esercitare i suoi talenti, deve avere non soltanto immaginazione, ma tempo libero.

IL VERO AMANTE USA LA SUA IMMAGINAZIONE A LETTO COME ALTROVE, E ANCHE SE DOPO SI ADDORMENTA, SI ADDORMENTA TRA LE VOSTRE BRACCIA. UN AMANTE NON È MAI UNA SCHIENA CHE RUSSA.

Genevieve Antoine Dariaux nella sua “Guida agli uomini per signore” edito da Mondadori consiglia di cercare i nostri amanti nelle università piuttosto che in palestra, anche se esistono alcuni calciatori che scrivono poesie e alcuni filosofi che pensano solo a mangiare. Una delle grandi amanti nella storia del ‘900 è stata Marilyn Monroe. Sul set di una commedia diretta da George Cukor, incontrerà un uomo venuto da lontano, che fu in grado di renderla felice, Yves Montand. Il film, mai titolo fu più profetico, si chiamava Facciamo l’Amore, e finì per essere, fra i suoi film, quello che la Monroe odiò di più; non volle neanche vederlo: “La parte che avevo era ridicola, nulla da dire, poco da fare, il cervello in frigorifero”.
All’epoca il matrimonio dell’attrice con Arthur Miller, dava già i primi segni di cedimento. Sempre in cerca di un uomo su cui poter contare, Marilyn constatò che la sicurezza e la “joie de vivre” di Montand erano per lei fonte di fiducia. Sul set la prima diva d’America faceva qualche capriccio; per il resto appariva distesa, tranquilla. La prospettiva di un nuovo amore le permetteva di rifiorire. “Possedeva una sorta d’innocenza, e più era se stessa, più era attraente” la descriveva Montand.
Giorno dopo giorno, prova dopo prova tra i due nacque un affiatamento che andava al di là dell’amicizia o del cameratismo del set e ben presto fu piuttosto difficile nascondere l’evidenza.
I giornali di bassa lega non lesinarono i pettegolezzi, e proprio quando la stampa scandalistica si avventò sulla vicenda con avidità cannibalesca, Montand decise di dare un taglio netto.
Si dissero addio – come in un film, una sofisticata commedia di Hollywood – sul sedile posteriore di una Cadillac, un addio forzato che si tinse di patetico.
Montand tornò in Francia solo grazie alla moglie, l’attrice Simone Signoret, che si operò al massimo per troncare la sbandata del marito per la bella diva americana.
La musa di Saint German-des-Prés liquidò la liason con una semplice frase “Se Marilyn Monroe è innamorata di Yves vuol dire che ha buon gusto”.
“I Montand sono sopravvissuti all’uragano Marilyn”, titolava Paris-Match. Marilyn rimase da sola, si separò dal marito e si abbandonò alla corte dei Kennedy, dei barbiturici, del suo destino: “essere un simbolo d’amore e non essere amata”, e infine al silenzio della morte.


Post@ SentimentalChic:
Caro Santin, il mio fidanzato è l’uomo più gentile e tenero che abbia mai conosciuto, gli posso parlare di qualsiasi cosa e condividiamo molti interessi. Insomma, tutto (quasi) perfetto: nell’intimità, però, c’è qualcosa che non va. Forse è il suo modo di accarezzarmi, forse è il profumo che mette (in quantità industriale) Che cosa faccio ?

Tesor chiedigli di ridurre drasticamente le dosi di profumo. Ti consiglio di regalargli il profumo Comme des Garçons…una fragranza classica e gradevole per te e per lui…Se sei convinta che in una relazione l’intesa sia importante, parla con lui e valutate come “scegliere” la soluzione…Non aspettare…
 
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