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Uscita n. 5

IL LIBRO

LacanX
GIANCARLO DOTTO
 Seminari di Jacques Lacan
SEMINARIO X
a cura Di Antonio Di Ciaccia Ed. Einaudi, 26,00 Euro

L’ANGOSCIA NON È UNA MALATTIA, NÉ UN DISTURBO O UNA TEORIA, MA UNA FUNZIONE.

DA CONSIDERARE UN EVENTO, COME TUTTE LE PUBBLICAZIONI IN LINGUA ITALIANA DEI SEMINARI DI JACQUES LACAN. L’USCITA DEL SEMINARIO X, A CURA DI ANTONIO DI CIACCIA, PISCOANALISTA LACANIANO E PRESIDENTE DELL’ISTITUTO FREUDIANO (ED. EINAUDI, 26,00 EURO), RIMETTE IN CIRCOLO IN UNA PROSPETTIVA ASSOLUTAMENTE ORIGINALE LA DOMANDA MANIFESTO DI NOI CONTEMPORANEI: CHE COS’È L’ ANGOSCIA?

Per la medicina ufficiale è una disfunzione fisica da trattare farmacologicamente. Per la psicologia è un disturbo dell’adattamento da curare con una delle tante terapie positiviste, cognitivisti, comportamentisti, ecc.

Per il filosofo danese Kirkegaard, l’angoscia è invece una finestra che apre alla speculazione metafisica. E’ Sigmund Freud a indicare per primo la strada maestra: l’angoscia non è una malattia, né un disturbo o una teoria, ma una funzione.
LA SUA FUNZIONE STA NEL CAUSARE LA RIMOZIONE, L’EFFETTO DELLA RIMOZIONE È LA FORMAZIONE DEL SINTOMO.

Siamo cioè al centro del soggetto, di quella sfuggente e lacrimevole cipolla che chiamiamo “persona” con tanto di nome e di cognome.
La geniale sovrapposizione di Jacques Lacan rispetto all’intuizione di Freud colloca l’angoscia nel suo posto giusto, tra le manifestazioni del “reale”. Sarebbe cioè il segnale intermittente del “perturbante” che sta sopra, sotto, dentro e ai confini del soggetto. E’ l’inafferabile, indicibile, specchiabile terrore che ci determina, a patto di una puntuale rimozione.

VI È MAI CAPITATO DI SPECCHIARVI IN PIENA NOTTE E NON RICONOSCERVI?
NON SOLO NON VI RICONOSCETE, MA FATE ANCHE FATICA A TENERE INSIEME LE ASSI GEOMETRICHE CHE COMPONGONO L’INSIEME A CUI PER TUTTA UNA VITA SIETE DISPOSTI A CONCEDERE UNA GENEROSA FAMILIARITÀ, DA SBARBARE, PROFUMARE, PETTINARE, AMMICCARE.

La bambola che siete per voi stessi si ribella, si deforma, non cambia ma perde i connotati, è invasa dal “reale”, non risponde più ai comandi, è più di un oggetto impazzito, è la pazzia. L’ESSENZA STESSA DEL PANICO. L’ANGOSCIA.
Non c’è nulla da padroneggiare o da simbolizzare. Sei in balìa del vuoto di senso che ha aperto la sua falla nel cuore del vaso di coccio.

Spaventoso. Insostenibile. Al punto che non si sostiene. Al punto che scatta ogni volta necessario l’intervento “riparatore”.

IL SOGGETTO ALLO SPECCHIO RIPARA, RICOPRE LA FALLA, RICOSTITUISCE L’IMMAGINE, SI DEODORA E TORNA IN GIACCA, CRAVATTA E DOPOBARBA ALLA FUNZIONE DELL’INGANNO. ALLONTANARE L’ANGOSCIA DIMINUISCE LA PERCEZIONE DELL’ASSEDIO NON L’ASSEDIO.
 
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