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Uscita n. 4

ATTUALITA' / 2

Gli anziani senza amore muoiono
GAVINO PALA
 ESTATE 2003: DALLA FRANCIA SI SENTONO NOTIZIE ALLARMANTI. L’ESTATE È CALDA E A PARIGI NON SONO PREPARATI A DIFENDERSI DA QUESTE TEMPERATURE A FARNE LE SPESE SONO SOPRATTUTTO LE FASCE PIÙ DEBOLI DELLA POPOLAZIONE, GLI ANZIANI. A SETTEMBRE SI FANNO I CONTI: SONO 11.435 IN FRANCIA GLI ULTRA SESSANTACINQUENNI A PERDERE LA VITA.

Ma non solo. Nella stessa estate saranno 1.316 anziani morti in Portogallo, 1.000 Gran Bretagna, 6.500 in Spagna. UNA VERA E PROPRIA STRAGE, DOVE I PIÙ DEBOLI, E SPESSO I PIÙ SOLI, NON RIESCONO A DIFENDERSI DALLE CALAMITÀ NATURALI (oltre agli anziani sono stati colpiti soprattutto i disabili e i malati mentali).

E IN ITALIA? In un primo momento il Ministero della Sanità minimizza l’evento, ma alla fi ne si contano circa 8000 decessi. Una prima analisi mette in rilievo il problema dell’isolamento sociale. Molte delle persone anziane sono state trovate morte a casa dopo alcuni giorni, senza che nessuno si sia accorto della loro assenza. Nessun vicino di casa che abbia segnalato la loro scomparsa, nessun parente che si sia accorto della loro mancanza.
La vita dura più a lungo, ma spesso proprio da anziani si inizia a soffrire. Ci si trova soli, abbandonati dalla famiglia, in una società che vede l’anziano solo come un peso. Una risposta a questa grande domanda di solitudine l’ha provata a dare la Comunità di Sant’Egidio che ha aperto, dopo le tragedie dell’estate del 2003, un progetto pilota nei quartieri di Trastevere e Testaccio a Roma.
Il progetto è quello di seguire tutti gli anziani che hanno compiuto 75 anni. È un progetto fi nanziato da ‘30 ore per la vita’, in collaborazione con il ministero della Salute. All’inizio il progetto è stato accolto con freddezza dagli operatori sociali, ora è una realtà concreta.
Il lavoro svolto dal progetto VIVA GLI ANZIANI è stato capillare, creando un contatto con tutti gli anziani, anche e soprattutto, gli anziani invisibili, quelli più restii ad aprire le loro porte agli operatori sociali. Oggi, dopo due anni, la ‘macchina’ funziona a pieno ritmo, con il monitoraggio degli anziani tramite visite e telefonate, e con la responsabilizzazione di chi vive nei quartieri come i portieri e gli esercenti. Da un primo parziale esame nelle ultime estati la mortalità in quei quartieri, è diminuita sensibilmente. Ma la novità è nell’approccio diverso che gli operatori hanno con gli anziani. Non una visita sterile o una fredda telefonata, ma un rapporto amichevole che spesso riempie le giornate di un anziano. Il dato impressionante è il costo ridicolo della gestione, basti pensare che ogni anziano “costa” circa 80 centesimi al giorno per essere costantemente monitorato.

L’ANZIANO È UNA RISORSA E NON UN PESO. CON QUESTO SPIRITO, LA COMUNITÀ DI SANT’EGIDIO SI OCCUPA DA PIÙ DI 10 ANNI ANCHE DI CASE-ALLOGGIO: CASE DOVE GLI ANZIANI, ANCHE QUELLI NON DEL TUTTO AUTOSUFFICIENTI, POSSONO VIVERE CON UN COSTANTE MONITORAGGIO DEI VOLONTARI CHE SI ALTERNANO PER 24 ORE. OGNI ANZIANO HA ALLE SPALLE UNA STORIA DI DISAGIO O SOFFERENZA, SPESSO SONO PERSONE CHE AVEVANO PERSO LE LORO CASE E SI SAREBBERO RITROVATI ‘POSTEGGIATI’ NEI CRONICARI.

“Nelle nostre case alloggio, nonostante gli anziani siano vecchissimi, non ci sono stati casi di morti” ricorda Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, parlando delle recenti estati torride. Per avere tutte le informazioni basta collegarsi al sito della Comunità di Sant’Egidio (www.santegidio.org). Nella sezione dedicata agli anziani troverete indirizzi, numeri di telefono e anche molti consigli utili per affrontare serenamente il caldo e il freddo.
 
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