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Uscita n. 4

ATTUALITA'

Quasi un anno di liberalizzazioni
MARCO MARINI
 UN ANNO DI GOVERNO PRODI E POCO MENO DI LIBERALIZZAZIONI. I DECRETI DEL MINISTRO PER LO SVILUPPO ECONOMICO BERSANI TAGLIANO IL TRAGUARDO DEI PRIMI 11 MESI DI VITA. ED È TEMPO DI BILANCI.

Taxi, ordini professionali, farmacie. Provvedimenti che avrebbero dovuto aumentare la concorrenza e stimolare il mercato, con l’obiettivo fi nale della riduzione dei costi per il consumatore. Qualcosa si è mosso. Ma si deve fare di più. Nuove iniziative sono contenute nella cosiddetta seconda “lenzuolata” voluta da Bersani: interessano la distribuzione dei carburanti, con l’eliminazione dei vincoli per quei supermercati che vorranno aprire una propria pompa di benzina, ma anche realtà imprenditoriali molto più piccole, dai parrucchieri alle estetiste. Vantaggi dovrebbero derivare anche dalla liberalizzazioni sui mutui e sui conti correnti bancari.

Cosa è cambiato, invece, nei settori liberalizzati lo scorso anno?

SUL FRONTE DEI TAXI, ALMENO NELLA CAPITALE, NULLA DI NUOVO.
Giornate infernali si sono vissute nei mesi di novembre e dicembre, quando più volte le auto bianche sono state al centro di feroci polemiche per un servizio scadente, soprattutto nei rari giorni di pioggia. Attese di molti minuti ai call center dei radio taxi, per mancanza di auto in zona. File interminabili ai parcheggi, soprattutto laddove il servizio dovrebbe essere più effi ciente, come alla Stazione Termini. La situazione potrebbe migliorare con l’entrata in servizio dei nuovi titolari di licenza. Il Campidoglio ha dato infatti via libera a 2750 nuove licenze entro il 2009. Sul fronte degli ordini professionali, invece, situazione di apparente stallo. Scomparsa la tariffa minima per avvocati ed ingegneri, abolito il divieto di pubblicità per gli studi professionali, si attendono ora i primi segnali di mobilità da un mercato storicamente segnata dalla scarsissima concorrenza.

PASSI AVANTI, INVECE, SONO STATI COMPIUTI NEL MERCATO DEI FARMACI.

Le potenti lobby delle case farmaceutiche non hanno impedito qualche novità. Ancora poche le parafarmacie aperte nei supermercati. Queste nuove strutture, comunque affi date per legge a dottori in farma- cia, stentano a decollare, mentre si posso apprezzare i primi tagli ai costi fi nali dei medicinali.
SEMPRE PIÙ FARMACIE OFFRONO SCONTI VARIABILI FRA IL 10 E IL 20% SUI PRODOTTI COSIDETTI DA BANCO, QUELLI CIOÈ PER CUI NON È NECESSARIA LA PRESCRIZIONE DEL MEDICO.

Inizia a muoversi, inoltre, il mercato dei farmaci equivalenti.

SI TRATTA DI PRODOTTI IN TUTTO E PER TUTTO IDENTICI A QUELLI DI MARCA, CON LO STESSO PRINCIPIO ATTIVO E LA STESSA DOSE DI SOMMINISTRAZIONE, MA CHE COSTANO MOLTO DI MENO DEI GEMELLI “FAMOSI”.

Un tempo si chiamavano “farmaci generici” e non avevano sfondato sul mercato italiano, complice anche la denominazione non troppo affascinante. Oggi vengono chiamati “equivalenti” e le farmacie, anche grazie ai Decreti Bersani che ne hanno liberalizzato la vendita, hanno cominciato fi nalmente a pubblicizzar- ne l’esistenza, consentendo al cittadino di risparmiare un bel po’ di soldi. Abbiamo fatto la prova. A Roma, quartiere Parioli, abbiamo chiesto in una farmacia un noto analgesico, molto pubblicizzato su stampa e tv. La farmacista ci ha informato dell’esistenza del farmaco equivalente. Risparmio netto: 1, 90 €, circa il 25% in meno. In una farmacia vicino alla Stazione Termini abbiamo ordinato un famoso antidolorifi co in bustine. Anche qui la farmacista ha proposto il farmaco equivalente. Risparmio: 1,50€, meno 15%. Piccoli, ma signifi cativi passi in avanti.
 
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