Ha un senso parlare oggi, nel terzo millennio, di
“esoterismo”, di misteri esoterici, di tradizione esoterica? E soprattutto ha un senso oggi parlare di esoterismo tecnologico e informatico? Se per esoterismo si intende la possibilità di penetrare e rivelare una verità occulta o un significato nascosto, allora nulla è oggi più esoterico dell’informatica e della scienza dei calcolatori. La domanda è tutt’altro che oziosa . Non è quindi contraddittorio, paradossale, e neppure assurdo parlare di certi argomenti in una epoca che manifesta la prepotente invasione del computer, dei microprocessori, dell’elaboratore elettronico, i così detti media, magici strumenti che moltiplicano in modo inverosimile le capacità razionali dell’individuo e lo inducono ad avere della realtà una visione sempre più minuziosa e unidirezionale. Cosa c’è, ripeto, di più esoterico dell’universo del computer? Come spesso e volentieri accade, gli estremi si toccano e quindi, volendo seguire una certa logica, anche in questo caso possono esistere e co-esistere le differenze all’apparenza inconciliabili di questi due mondi, di queste due dimensioni: quella spirituale, che può raggiungere dimensioni psichiche superiori e rarefatte, e quella materiale e artificiale sottostante dove regna la tecnica e l’elettronica.
Innanzitutto l’informatica e la scienza dei calcolatori, di cui tutti parlano, è capita e accettata, quando non respinta a priori e senza appello, solo da una ristretta cerchia di amatori e ricercatori, da una élite. E questo è senz’altro il primo punto che le due dimensioni hanno in comune. L’esoterismo infatti è anch’essa una dimensione accessibile a una ristretta cerchia di individui, non per questo migliori o peggiori di altri ma diversi da loro e dotati della possibilità di aprire alcune finestre nell’universo del mistero e dell’ignoto.
Il possessore di un computer poco o nulla sa di come funzioni il suo elaboratore che gli consente di “penetrare” in un mondo misterioso e segreto e di diventare partecipe di verità e di informazioni cui gli altri sono esclusi. E questo avviene in maniera onnicomprensiva, cioè coinvolge almeno tre sensi su cinque, la qual cosa non è tipica di altre tecniche e nel contempo in maniera attiva, cioè mette in secondo piano la ricezione passiva di cinema e televisione. Si pensi al potere che hanno oggi i videogames sui giovani il cui potere di assuefazione ipnotico ha superato di gran lunga quello obsoleto del flipper.
Tra non molto vedremo l’universo dei computer creare una vera e propria “società segreta laica” con i suoi riti, le sue parole incomprensibili, e persino le sue verità. Non è questa segretezza elitista una caratteristica dell’esoterismo? Agli iscritti l’informatica darà (chi può negare che già non la dia) una sensazione di onnipotenza, di una conoscenza segreta di sapore elitista, molto più poderosa di qualsiasi altra del mondo moderno. Agli altri, agli esclusi e ai dilettanti che si accontenteranno di bivaccare fuori da questo nuovo tempio della conoscenza offrirà una nuova realtà fatta di immagini sempre più vicine al “vero” con la sovrapposizione del volto del giocatore con quella del protagonista che appare sullo schermo. L’identificazione tra macchina e uomo, tra finzione e realtà sarà completa, con il computer che acquisterà sempre più il ruolo di secondo io elettronico. In altre parole assisteremo alla proiezione della propria personalità in una realtà fittizia e irreale che ci conferirà un nuovo status, in apparenza superiore a quello reale di appartenenza.
Se questa proiezione nel futuro di tipo Orwelliano dovesse verificarsi, e le premesse per la sua attuazione sono ormai evidenti in ogni giovane di pochi anni che passa ore davanti a una consolle o a un videogame, allora perché non si dovrebbe parlare di esoterismo dell’informatica, identico nella forma anche se diverso nei contenuti all’esoterismo di antica tradizione che consente allo spirito di proiettare su un altro tipo di schermo le sue verità? Stante questa situazione oggettiva di esoterismo tecnologico, di società segrete che si organizzano secondo strutture gerarchiche che un tempo erano tipiche della Carboneria e della Massoneria, mi auguro che rimanga vivo e vitale un interesse più profondo per il vero esoterismo, quello legittimo, che contrasti in qualche misura l’aspetto secolarizzato e illusorio dell’immagine elettronica di un videogame e conduca ad un accrescimento dello spirito alla scoperta di quelle realtà e verità che ci rivelino quale sia o debba essere il nostro destino evolutivo sul pianeta. |