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Uscita n. 6

INFORMATICA

Diventare esperto in informatica etica (hacker) con un corso online...
MARCO COSTANZO
 L’ INFORMATICA ETICA È UNA BRANCA DELL’INFORMATICA POCO CONOSCIUTA. CON QUESTO TERMINE MI RIFERISCO A QUELLA PRODUZIONE DI SOFTWARE NATA DA SVILUPPATORI CHE NON CREANO PROGRAMMI PER SOLO FINE DEL GUADAGNO ECONOMICO. MOLTO SPESSO QUESTI PROGRAMMATORI METTONO LE LORO CAPACITÀ AL SERVIZIO DI PROGETTI CREATI DA ALTRE PERSONE, SENZA RICEVERNE UNA CONTROPARTITA DIRETTA.

Siamo in presenza di informatica etica ogni volta che usiamo un programma o leggiamo un manuale per cui l’unica cosa che ci viene richiesta è quella di contribuire, secondo le nostre capacità ed i nostri desideri, ad un ulteriore sviluppo del progetto. Molti sostengono che lo sviluppo di internet sia dovuto in larga parte ai pionieri dell’informatica etica. Chiunque naviga in Rete conosce sicuramente il programma Internet Explorer della Microsoft ma solo gli utenti esperti sanno che esistono altri programmi, come Mozilla Firefox http://mozilla.com, che vengono sviluppati non da una singola azienda ma da una comunità di programmatori. Questi software, oltre ad essere gratuiti, sono ancora più ricchi di funzionalità rispetto ai programmi che ci vengono installati sul computer al momento dell’acquisto. L’informatica tradizionale ha tentato di creare una netta dicotomia tra programmatore ed utente di computer. L’utente non avrebbe dovuto apprendere necessariamente quelle nozioni che si rivelano necessarie in caso di malfunzionamento della macchina, così come un automobilista non è tenuto a trasformarsi in meccanico. In nome della operatività immediata è stata ridotta l’importanza della documentazione nell’uso dei computer favorendo la nascita di quelle lacune che a molti sembrano incolmabili. Molte persone intelligenti e di successo, di provate capacità nei settori in cui operano, spesso non si sottraggono ad un comune destino: di fronte al PC si arrendono come davanti ad un qualcosa che non potranno mai arrivare a controllare pienamente. Internet e l’informatica etica hanno apportato un valore aggiunto che il personal computer del passato non conosceva: la solidarietà tra gli utenti che si trasforma in vera conoscenza collettiva. Un progetto di informatica etica da tutti conosciuto è wikipedia. Dal sito http://notizieinformatiche.com è possibile, da qualche giorno, raggiungere un’aula virtuale nella quale si terranno incontri e lezioni gratuite che mirano alla diffusione dell’informatica etica. Questo corso si propone di iniziare un utente di internet che non ha nessuna conoscenza specifica all’utilizzo del software libero ed all’arte dell’hacking. Gli incontri saranno tenuti da esperti del settore e da chi scrive questo articolo. Sfogliando le prime pagine del sito ci si rende subito conto che occorre sfatare diversi luoghi comuni che oggi imperano tra gli utenti medi del pc. Il primo di questi consiste nell’utilizzo del termine “hacker” che non è sinonimo di pirata informatico, come la maggior parte della gente crede. Sfogliando wikipedia http://it.wikipedia.org si legge infatti... Un hacker è una persona che si impegna nell’affrontare sfide intellettuali per aggirare o superare creativamente le limitazioni che gli vengono imposte, non limitatamente ai suoi ambiti d’interesse (che di solito comprendono l’informatica o l’ingegneria elettronica), ma in tutti gli aspetti della sua vita. Esiste un luogo comune, usato soprattutto dai media (a partire dagli anni ‘80), per cui il termine hacker viene associato ai criminali informatici (la cui definizione corretta è, però, “cracker”).

Per ulteriori approfondimenti seguite il link http://www.notizieinformatiche.com
 
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